Recensione: "Il trono di ghiaccio" di Sarah J. Maas

Buon Mercoledì, lettori! Come state? Io mi sento ancora un po' strana a scrivere sul Blog; è come se fossi tornata ai miei primissimi post! Ma probabilmente devo solo riprenderci un po' la mano.
Questa è una recensione che avevo iniziato un'annetto fa e che, a causa dell'anno di pausa che mi sono presa dalla blogsfera, non avevo ancora né terminato, né pubblicato. Per fortuna ricordo ancora la storia e l'imperssione che ne ho ricavato, perché in caso contrario avrei probabilmente dovuto riprendere in mano il romanzo per poter concludere questo post.
Ma bando alle ciance e cominciamo con la prima recensione del 2017!


https://www.amazon.com/Il-trono-di-ghiaccio/dp/8804627700/ref=sr_1_5?ie=UTF8&qid=1498903395&sr=8-5&keywords=il+trono+di+ghiaccioTitolo: Il trondo di ghiaggio
Saga: Il trono di ghiaccio #1
Autore: Sarah J. Maas
Casa editrice: Mondadori
Valutazione: ☆☆¹/₂
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Nessuno esce vivo dalle miniere di Endovier. Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, è lì rinchiusa da un anno e quando le offrono la possibilità di diventare sicario di corte, non esita neppure un istante ad accettare. Ma la lotta è appena all'inizio: Celaena deve affrontare ventitré contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e dopo quattro anni di servizio sarà libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delie Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l'amore e il talento non bastano per vincere. Nel castello un pericolo insidioso è in agguato, e ben presto Celaena capisce che le persone di cui fidarsi sono sempre meno...

La verità? La prima volta che ho posato lo sguardo sui volumi di questa saga, non ho percepito un dolore acuto all'altezza del cuore, segno che un certo bambino avesse scoccato una freccia d'amore; non ho visto coloratissimi fuochi d'artificio stagliarsi nel cielo; e di sicuro non avrei pensato che la storia che mi trovavo davanti, avrebbe raggiunto un tale successo. Io, ingenua, ero semplicemente andava avanti nella mia perlustrazione del reparto fantasy. Poi, però, qualcosa è cambiato: ho aperto un blog e sono venuta a contatto con tante meravigliose lettrici. E ho capito. Tutti avevano letto la Maas, tutti l'avevano amata. Così, dopo altre lunghe settimane d'indecisione, mi sono lasciata trasportare dalla curiosità che nutrivo nei confronti del Trono di ghiaccio, acquistando il primo volume della saga. 


Quando ho iniziato la lettura mi sono subito immersa nella storia, lasciandomi trasportare dalle avventure della protagonista femminile, ovvero la temutissima assassina Celaena Sardothien. E devo ammetterlo, uno dei punti di forza del romanzo sta proprio nel suo personaggio. E' piuttosto raro, infatti, che all'interno di un libro ya, la protagonista sia presentata come una ragazza sicura di sé, sfacciata, indipendente e combattiva. E per fortuna la Maas ha voluto distinguersi dalla massa, regalando al lettore una protagonista che sa tirare fuori le unghie davanti alle ingiustizie o alle difficoltà.

Un altro lato positivo del romanzo è che tutti i personaggi -principali o secondari, non importa- sono stati caratterizzati con maestria. Durante il mio approccio con la storia, infatti, non ho mai avuto l'impressione che il re, il principe, o uno qualsiasi dei protagonisti nati dalla penna dell'autrice, fosse finto, come -purtroppo- è capitato in passato. Nel romanzo della Maas ci si confronta solo con persone realistiche, che commettono errori, che combattono anche contro se stessi e i propri desideri, ma che dimostrano sempre di provare emozioni reali.

Ma che fare? Le mie impressioni positive si fermano qui. 
Dalla prima pagina infatti, mi sono trovata a contatto con uno stile di scrittura piuttosto grezzo, anche se tutto sommato scorrevole; e dato che come ormai avrete capito per me la scrittura influenza il 70% dell'impressione generale dell'opera, diventa un problema quando mi capita sotto mano uno stile con cui non sono in sintonia.
Un secondo elemento che, per quanto provassi, non è riuscito a convincermi, è la capacità della narrazione di coinvolgere emotivamente il lettore. So che su questi due punti molti non saranno d'accordo con me, ed è anche giusto che sia così, dato che si tratta di elementi che si analizzano sempre in modo del tutto personale e soggettivo, ma la mia esperienza è stata questa e, quindi, nonostante i lati positivi della storia e della sua struttura -che si, ci sono- notando che quelli negativi hanno un'importanza complessiva maggiore, non posso fare a meno che assegnare al romanzo una valutazione piuttosto negativa.


E voi? Avete letto questo romanzo? Vi è piaciuto? 
Rispondetemi con un commento.

Sonia

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